Sinistra ecologia libertà del VCO 7.5.2010
In un momento di profonda e grave crisi occupazionale poche ad oggi sono le realtà industriali che non hanno dovuto attingere risorse da ammortizzatori sociali. Tra queste il sito di Pieve Vergonte Tessenderlo, da sempre al centro di attenzioni particolari, sito d’eterna bonifica e fonte di sostegno per centinaia di famiglie. Oggi si rischia nuovamente di perdere la vera fortuna di questo sito produttivo, le centrali idroelettriche che hanno sempre supportato la costosa, in termini energetici, produzione di cloro. Ovviamente la fortuna di molti non sempre collima con l’interesse dei pochi e con inquietante regolarità o l’azienda o le cordate politico-affaristiche della zona si alternano nel cercare di speculare sulle centrali. Nel 2007 l’ultimo, in ordine di tempo, tentativo di separare le appetitose centrali dalla socialmente utile produzione era stato annullato grazie ad un’azione congiunta tra politica, mobilitazione dei lavoratori, tavoli istituzionali. Tutti a destra o a sinistra uniti nel condannare una mera speculazione economica a scapito di un così alto prezzo da pagare.
Oggi i fatti si ripetono, in un grottesco e stancante deja-vù, si ha la quasi certezza che l’azienda stia per scorporare ( all’interno del gruppo ) per poi eventualmente cedere le centrali per monetizzare al più presto e rimpolpare il portafoglio della multinazionale in deficit di liquidità e il tutto nel giro di 2 anni . La quasi totalità dell’energia utilizzata dalla produzione viene dalle centrali, non possono essere separate le due cose, la vendita delle prime significherebbe la morte della seconda.
Chiediamo con forza, in nome di un’unità di intenti e a prescindere dalle divisioni politiche, che tutti i soggetti che oggi governano le nostre vite, il nostro futuro si spendano perché questo non avvenga e che “politicamente” mettano in campo tutte le possibili azioni che mantengano legate le due inseparabili attività: l’energia idroelettrica e la produzione nel VCO.
Altre tristi storie ci ricordano il poco che su questo campo è stato fatto nel passato e le centrali del VCO che producevano lavoro per migliaia di persone e sostegno per altrettante famiglie sono oggi in mano a pochi azionisti e danno lavoro a poche decine di persone.
Che le risorse di cui oggi disponiamo siano fonte di ricchezza per il territorio rifiutando logiche di colonizzazione da “terzo mondo” ; questo altrimenti rischia di essere la condizione del VCO: terra di risorse ambientali, energetiche ed umane da depredare e sfruttare.
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