domenica 11 aprile 2010

La crisi della Bialetti


La crisi della Bialetti

L’annunciata chiusura della Bialetti non è un lampo a ciel sereno. Da anni l’azienda si dibatte tra intenti di delocalizzare le produzioni (Turchia, Cina, est Europeo) e crisi finanziarie pesantissime. Da quando è entrata in borsa l’azienda ha generato un indebitamento attorno ai 100 milioni di euro.

Le uniche iniziative che la proprietà d’oltralpe ha assunto in questi anni sono state quelle di ridurre il personale senza realizzare investimenti, innovazione o crescita di sorta. In sostanza appropriarsi di un marchio prestigioso per poi sfruttarlo delocalizzando la produzione laddove più conviene.

Ora comunicano la chiusura dello stabilimento di Crusinallo e fanno capire che qui potrebbero permanere attività di assemblaggio, ma che queste sarebbero assegnate a cooperative; magari di  lavoratori oggi dipendenti dalla azienda.

Siamo in sostanza di fronte ad una decisione eticamente e civilmente inaccettabile che colpisce, tenendo anche conto dei gravi riflessi sull’indotto, centinaia di famiglie della nostra zona; perdipiù in una situazione provinciale di fortissima crisi occupazionale.

Sinistra Ecologia Libertà del VCO è schierata con i lavoratori in lotta e ritiene che non si possa accettare impunemente questa decisione, che aggiungendosi a quanto si è profilato in altre aziende del comparto del casalingo, significherebbe il complessivo declino di un’intera attività industriale.

L’azienda, le associazioni di categoria, le istituzioni, dal Comune al Governo nazionale, devono farsi carico delle loro responsabilità, della assenza di una prospettiva progettuale, di aver lasciato macerare una intera area industriale dalle ricche tradizioni in una crisi prima sotterranea ed ora arrivata al dunque. Sono necessarie proposte precise – non solo tamponi temporanei – perché i lavoratori non siano abbandonati ma possano riprendere a guardare con fiducia il loro (ed il nostro) futuro.

Tutte le energie devono esser messe in campo per affrontare una crisi così drammatica che investe la intera comunità del Cusio e del VCO; facciamo appello a tutte le forze associative, sociali e politiche,  ai cittadini singoli, perché si affianchino ai lavoratori della fabbrica di Crusinallo nella difesa del loro posto di lavoro e di una tradizione industriale prestigiosa.

Sinistra Ecologia Libertà  del VCO

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