CAMPAGNA “SALVA L’ACQUA”
Il comitato provinciale per la campagna “Salva l’acqua”, ha reso note le risposte ai 5 quesiti relativi alla gestione dell'acqua poste recentemente ai candidati alle elezioni Regionali .
Le stesse risposte sono state pubblicate sul sito nazionale del "
Forum italiano dei movimenti per l'acqua", oltre che reperibili in formato pdf sul
sito AtuttoGas.
Queste le domande poste ai candidati alle regionali:
1. è d’accordo con la necessità che la scelta delle modalità per la gestione del servizio idrico integrato debba competere agli enti locali (Comuni, Province, Regioni)?
2. è d’accordo con il ricorso alla Corte Costituzionale presentato dalla Regione Piemonte riguardo alla recente approvazione della legge 166/2009 di conversione del decreto legge 135/2009?
3. è d’accordo col fatto che il servizio idrico integrato debba essere considerato un servizio privo di rilevanza economica, per il fatto che l’accesso all’acqua potabile è un diritto universale da garantire a tutte le persone a prescindere dalle condizioni socio-economiche?
4. è d’accordo con la necessità che il servizio idrico integrato debba essere gestito da un soggetto pubblico?
5. qualora eletto, si impegna a farsi promotore di misure che prevedano un uso più razionale di questo bene comune così prezioso per la vita umana, della flora e della fauna (ammodernamento delle reti per limitare le perdite, campagne di sensibilizzazione, controllo delle gestioni, coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, ecc.)?
Queste le domande poste ai candidati alle amministrative:
1. è d’accordo con la necessità che la scelta delle modalità per la gestione del servizio idrico integrato debba competere agli enti locali (Comuni, Province, Regioni)?
2. è d’accordo con il ricorso alla Corte Costituzionale presentato dalla Regione Piemonte riguardo alla recente approvazione della legge 166/2009 di conversione del decreto legge 135/2009?
3. è d’accordo col fatto che il servizio idrico integrato debba essere considerato un servizio privo di rilevanza economica, per il fatto che l’accesso all’acqua potabile è un diritto universale da garantire a tutte le persone a prescindere dalle condizioni socio-economiche?
4. è d’accordo con la necessità che il servizio idrico integrato debba essere gestito da un soggetto pubblico?
5. qualora eletto, si impegna a far approvare dal Consiglio Comunale una modifica dello Statuto Comunale che preveda l’inserimento del principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato?
6. qualora eletto, si impegna a farsi promotore di misure che prevedano un uso più razionale di questo bene comune così prezioso per la vita umana, della flora e della fauna (ammodernamento delle reti per limitare le perdite, campagne di sensibilizzazione, controllo delle modalità di gestione finalizzato all’ottenimento di maggiore trasparenza e di obiettivi di efficienza ed economicità, coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, ecc.)?
Questi i candidati e le candidate cui è stato inviato il questionario, utilizzando i loro indirizzi di posta elettronica ufficiali (laddove se ne siano trovati) oppure inviandolo ai comuni in cui attualmente svolgono incarichi amministrativi (ad es. Iaria, Bergamaschi):
PDL: CATTANEO, SONGA
LEGA NORD: MARINELLO, DE MAGISTRIS
PD: RESCHIGNA TRAVAGLINI
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’: BETTINESCHI, VISCONTI
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: BALSAMO, BARASSI
UDC: PIPICELLI, FIUMANO’
BONINO PANNELLA: BONFANTINI, BRANDANI
SOCIALISTI ITALIANI UNITI: FERRER, RICCHI
IDV: TURCONI, ALBERTINI, CUPELLI
MOVIMENTO 5 STELLE: TURCO
VERDI: CARUSO, SPEZIA
Crevola: IARIA, RONDINELLI
Stresa: DI MILIA, VECCHI
Falmenta: MILANI, PAPINI
Cursolo Orasso: BERGAMASCHI
Al 22 MARZO 2010, sono pervenute le risposte di alcuni candidati alle Regionali, mentre non risultano pervenute risposte dai candidati sindaci. La coordinatrice del circolo PD crevolese assicura che la risposta del sig. Rondinelli è in fase di predisposizione e sarà inviata nei prossimi giorni.
ECCO LE RISPOSTE
Federazione della Sinistra Espandi/comprimi post
Per problemi tecnici non è pervenuto il documento con le risposte. Le due candidate, però, dichiarano di concordare con le questioni poste dal Comitato, di cui hanno fatto parte fin dagli inizi. Ricordano, inoltre, che anche a livello nazionale la Federazione condivide quanto portato avanti dal Forum dei Movimenti per l’Acqua.
Stefano Cupelli (IDV)Espandi/comprimi post
Ciao, come richiesto rispondo alle domande e approfitto per ringraziare per l'attenzione ricevuta.
alla domanda 1, rispondo si in accordo con l'idea di autonomia del territorio locale, laddove persiste la necessità e l'utilità gestionale per una maggiore efficienza del servizio, e la compatibilità con le linee guida a livello nazionale.
alla domanda 2 rispondo si, in quanto difensori dell'acqua come bene comune. Tengo a precisare il rifiuto nei confronti dell'interpretazione governativa che all'articolo 15 è favorevole alla privatizzazione dell'acqua. Ecco il perché del mio parere favorevole al ricorso.
alla domanda 3 rispondo si, ovviamente come quanto già detto in precedenza.
alla domanda 4 rispondo sì, perché ritengo l'interesse pubblico primario rispetto a quello privato, più oggettivo e imparziale nell'esercizio delle sue funzioni, soprattutto per i casi che riguardano beni essenziali e naturali come l'acqua.
alla domanda 5 rispondo sì, nel caso verro eletto consigliere regionale mi impegnerò a fondo perché questa problematica, come altre legate all'ambiente e alla nostra salute, venga seriamente affrontata e risolta al più presto tramite legge regionale.
Turconi (IDV)Espandi/comprimi post
1. Si, in particolare ritengo che la gestione debba avvenire attraverso aziende pubbliche prive di scopo di lucro.
2. Si, sono d’accordo. Avrei altresì aggiunto delle osservazioni in merito alla violazione dei trattati internazionali per la protezione della natura.
3. Si, come da risposta 1
4. Si, come da risposta 1
5. Mi impegno formalmente qualora fossi eletto a presentare e/o sottoscrivere un disegno di legge regionale che contenga almeno i principi sanciti dalla legge approvata dalla Regione Puglia.
Caruso (VERDI)Espandi/comprimi post
1. Condivido che la competenza della gestione del servizio idrico debba essere degli enti locali
2. Condivido il ricorso presentato alla Corte Costituzionale dalla Regione Piemonte in merito alle competenze nella materia che devono rimanere in capo alle Regioni. Che senso ha parlare di federalismo quando si accentrano sempre più poteri alla Stato Centrale?
3. Condivido appieno il principio sopra esposto. L'acqua è un bene essenziale per la vita dell'umanità e deve essere disponibile per tutti a prescindere dalle condizioni socio economiche. Non è accettabile considerare l'acqua un bene economico ed una merce.
4. Ho sempre sostenuto e operato affinché il servizio idrico integrato fosse gestito da un soggetto pubblico. L'acqua è un bene vitale per le persone, per l'ecosistema, l'acqua non è un bene economico né speculativo
5. Sottoscrivo con convinzione l'impegno richiesto. E' ormai evidente che l'acqua è un bene sempre più raro e tanta parte del Pianeta soffre di carenze idriche. Quindi ogni azione atta a ridurre sprechi ed educare ad un consumo responsabile deve essere attuata con la massima tempestività, coinvolgendo e sensibilizzando i cittadini
De Magistris (LEGA)Espandi/comprimi post
1. Nella risposta citerò alcune frasi tratte dalla dichiarazione di voto fatte dall'On. Cota in sede di voto al1a conversione in legge del decreto in questione: “l'acqua è pubblica e deve essere garantito il diritto all'universalità e accessibilità del suo servizio. L'acqua è pubblica e di nostra proprietà, non potrà mai venire alcun governo o multinazionale a prenderci,a rubarci, la nostra acqua. Semmai discutiamo oggi di come gestire il servizio della distribuzione e perciò con la possibilità di partecipazione non solo all'ente locale ma anche a i soggetti privati.".
2. No! Perché ritengo assurdo contestare la legittimità dell'articolo 23 bis della legge 133 del 08/2008 che fra l'altro recita: il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene in via ordinaria, a favore di imprenditori o società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del trattato che costituisce la Comunità Europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici ed in particolare, dei principi di economicità, trasparenza, adeguata pubblicità, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità. Fornendo quindi adeguate garanzie. Oppure addirittura richiamare il mancato rispetto dall'articolo 3 della Costituzione (tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni.... ...E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza impediscono il pieno sviluppo...) direi assolutamente fuori luogo ed eccessivo.
3. Si! Certo,come ho detto rispondendo alla domanda n.l
4. Non necessariamente,questo servizio viene gestito con un meccanismo di tipo contrattuale per cui si fa un contratto con un soggetto che distribuisce l'acqua ai cittadini e che deve rispettare determinate condizioni,altrimenti questo contratto potrà essere, ovviamente, revocato. Pur nel pieno rispetto dei principi di autonomia gestionale del soggetto gestore resta la piena ed esclusiva proprietà pubblica delle risorse idriche il cui governo spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche in ordine alla qualità e prezzo del servizio. Possiamo però affermare che allo stato dei fatti chi accusa il Governo attuale di aver avviato la privatizzazione dell'acqua lo fa in maniera del tutto demagogica e strumentale. Polemiche sterili provenienti da chi nel 2006 trovandosi alla guida del paese aveva proposto una norma non così diversa da quella attuale, basta vedere il disegno di legge a.s.772 dell'On. Linda Lanzillotta (partito democratico) ministro degli affari regionali durante il governo Prodi. La sinistra a quell'epoca accusava la maggioranza di centro/destra di essere eccessivamente conservatrice in tema di servizi pubblici. La Lega Nord che in generale non è contro la liberalizzazione e la concorrenza in un'ottica di necessaria crescita delle nostre imprese, al fine di renderle sempre più competitive sul mercato, riconosce l'esigenza di ricercare soluzioni che possano sostenere i nuovi bisogni in materia efficace ed adeguata. Ma d'altro canto non permetterà nemmeno che un patrimonio importante quale l'acqua possa finire per subire ingovernabili processi di privatizzazione con il rischio, magari,di trovarsi in mani straniere. La Lega Nord continuerà a tutelare i servizi pubblici locali che costituiscono il tessuto produttivo del paese, soprattutto del nord, oltre che rappresentare ricchezza, storia e tradizioni dei nostri territori, d della nostra economia e dei nostri municipi.
5. Certo che si! Soprattutto in considerazione del fatto che le perdite delle reti idriche mediamente in Italia si attestano in torno al 30% mentre nel V.C.O. superano il poco invidiabile limite del 45%, inoltre vorrei ricordare che le tubazioni dell'Acquedotto di Pallanza sono ancora di tubi in eternit!!! Non posso non sottolineare però che le associazioni ambientaliste, alcune delle quali partecipano alla redazione di questo questionario ,così sensibili ai problemi dell'acqua, durante i governi di sinistra che si sono succeduti negli anni passati al governo della città, non si siano particolarmente prodigate nel denunciare una situazione così grave.
Bettineschi e Visconti (Sinistra Ecologia Libertà)Espandi
1. Siamo d’accordo. Oggi, con la legge in vigore tale potestà viene di fatto svuotata perché vige l’obbligo di mettere a gara il servizio. In altri termini, anche nei casi di buona gestione, gli enti locali sono costretti a mettere a gara il servizio, consegnandolo nelle mani di aziende private.
2. Siamo d’accordo. La normativa approvata, con procedura d’urgenza (decreto legge) e con voto di fiducia, svuota le competenze delle regioni in materia di servizi pubblici locali. Si è fatta passare una norma giustificandola come un adeguamento a delle direttive europee in materia di tutela della concorrenza, ma l’Unione Europea non ha mai obbligato i singoli stati a sottoporre i servizi pubblici locali al regime di concorrenza. Quindi la giustificazione addotta dal governo è PRETESTUOSA!
3. Siamo d’accordo. E’ quello che i governi italiani dovevano già fare negli anni scorsi per sottrarre la gestione del servizio idrico al regime della concorrenza, evitando in tal modo l’applicazione di regole di mercato per un servizio di vitale importanza.
4. Siamo d’accordo. Tale principio è espresso a chiare lettere nella proposta di legge del Forum dei Movimenti per l’acqua. Sull’architettura da dare al servizio non si parte da zero. In Italia vi sono ormai anni di esperienze. Se correttivi bisogna apportare all’attuale modello di gestione sul nostro territorio, dovremmo farlo guardando a quelle esperienze positive che pure esistono in giro per l’Italia.
5. Si, ci impegniamo a fare in modo che, al di là delle questioni puramente tecnico-economiche, passi il messaggio che l’acqua è un bene comune prezioso per tutte le forme di vita, non solo quella umana e, come tale, si devono adottare tutte le misure necessarie per evitare il più possibile contaminazioni e inquinamenti, oltre che sprechi ingenti. Si sta sempre più consolidando anche una coscienza generale sulla necessità di utilizzare in maniera sobria questo bene, con pratiche sempre più diffuse. Importantissimo, in tal senso, è il coinvolgimento dei cittadini mediante tutti gli strumenti a nostra disposizione. Il VCO purtroppo è un po’ fanalino di coda in questo ambito e c’è tanto da fare!
Travaglini (Partito democratico)Espandi/comprimi post
1. Le modalità di gestione, in base alla legge Galli, vengono determinate a livello di autorità d’ambito. E l’autorità d’ambito è composta dai rappresentanti degli enti locali. Personalmente ho sempre lavorato, anche in veste di presidente di un’importante azienda pubblica del settore ( Acque Cusio Spa), perché fosse il pubblico ad organizzare e gestire il servizio idrico integrato ( dalla captazione alla depurazione) secondo i criteri di efficienza, efficacia ed economicità. Non ho cambiato idea.
2. D’accordissimo. La Regione Piemonte ha fatto bene ad impugnare davanti alla Corte Costituzionale l'art 15 della legge 166/2009, meglio nota come "legge sulla privatizzazione dell'acqua". Faccio notare che il provvedimento di impugnazione è stato adottato dalla Giunta regionale su proposta della Presidente Mercedes Bresso. Il governo regionale ritiene, in pratica, che la scelta operata dal governo e votata con il ricorso alla fiducia dal parlamento, per quanto riguarda l’acqua, rappresenti sia una riduzione dei diritti fondamentali dei cittadini (art. 3 della Costituzione), sia una prevaricazione rispetto al riconoscimento dei poteri assegnati alle Regioni in forza del Titolo V della Costituzione. Non solo: la Giunta ha motivato la questa sua posizione anche con una nutrita serie di osservazioni riguardanti la violazione dei trattati europei e la libera concorrenza.
3. Tendenzialmente sì. L’acqua è fonte di vita e costituisce pertanto un bene comune di tutti, un bene irrinunciabile che appartiene a tutti e non può essere proprietà di nessuno. Il Governo italiano, approvando questa norma, ha nei fatti aperto la strada all’affidamento esclusivo ai privati della gestione del servizio idrico facendo diventare l’acqua un business e non un bene primario da garantire alle popolazioni. Questa privatizzazione del servizio, se non altro per il semplice motivo che i privati gestiscono un servizio per ottenere legittimamente un profitto, rischia di portare agli utenti un ulteriore aggravio dei costi e delle bollette. E’ evidente la preoccupazione per queste scelte e per le possibili implicazioni economiche e sociali per il territorio e i cittadini,soprattutto in una provincia montana come la nostra.
4. Credo di aver già risposto. Comunque, io sono sempre stato del parere che vada difeso con forza il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà.
5. Se sarò rieletto continuerò ad impegnarmi, come ho già fatto, su questi temi come quando, per fare un esempio concreto, mi sono battuto per l’approvazione del Piano di Tutela delle Acque. Si tratta di un importantissimo strumento legislativo che funziona un po’ come piano regolatore delle risorse idriche allo scopo di prevenire e ridurre l'inquinamento, attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati, migliorare lo stato delle acque, garantirne il deflusso minimo vitale,perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche.
Marisa Turco (Movimento a 5 stelle)Espandi/comprimi post
1. Certamente SI in maniera molto trasparente in modo che la cittadinanza con i propri rappresentanti, associazioni, ed altro possa sempre controllare che tutto venga fatto nel rispetto della maggiore efficacia ed efficienza. La trasparenza per noi del Movimento 5 stelle è primaria e deve e può essere fatta dai cittadini soprattutto con l'utilizzo della rete. Cioè gli Enti non devono essere lasciati soli a decidere per poi fare le scelte che hanno fatto negli ultimi anni, magari mettendosi a giocare in borsa con i derivati e poi svendere tutto per pagare i debiti accumulati. A maggior ragione le municipalizzate non devono essere quotate in borsa. In Francia per esempio il Sindaco di Parigi ha deciso che l'acqua deve tornare ad essere pubblica. Inoltre una delle nostre "5 stelle" riguarda proprio la nostra ferma opposizione alla privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato: infatti molti nostri candidati sul loro territorio fanno parte di comitati locali per l'Acqua Pubblica. Sappiamo benissimo che dietro le privatizzazioni c'è una vera e propria operazione di svendita ai soliti noti di un servizio essenziale, costruito con decenni di lavoro pagato con le tasse dei cittadini. Sappiamo benissimo che con la gestione in mano ai privati i costi lievitano (es. Acqualatina, Cochabamba), la qualità erogata peggiora (es. Agrigento Acque), così come peggiorano le condizioni dei lavoratori.
2. Concordo. Ritengo inoltre che sia importantissima una mobilitazione di massa su quanto si sta facendo. Non dimentichiamoci che anche i rifiuti stanno seguendo la stessa sorte. In questo campo infatti gli interessi sono tantissimi con le conseguenze che tutti ci possiamo immaginare. Quello che si sta facendo è giocare con le parole. Dicono che l'acqua è pubblica mentre le strutture (acquedotti, fognature ecc.) sono gestite dai privati. Ergo siccome l'acqua sgorga dalle sorgenti o viene estratta dai pozzi (dov'è l'intervento del pubblico?) chi gestisce l'acqua e tutti i proventi è di fatti il privato.
3. Assolutamente si. Ritengo inoltre che qualora la gestione possa portare a dei disavanzi di bilancio vengano spostate risorse da altri settori a questo e contemporaneamente definiti dei tempi congrui (es. 5 anni) per il rientro in modo che ci sia l’opportunità di fare anche degli investimenti.
4. Concordo aggiungendo però che non deve essere il solito ente dove vengano fatte delle nomine politiche (ma questo vale un po’ per tutto). E' opportuno quindi che ci sia la massima trasparenza in tali nomine e che vengano anche definiti gli obiettivi e le cadenza da rispettare.
5. Sicuramente. Ritengo inoltre che questo posizioni debbano essere portate avanti a livello nazionale e quindi in Europa, perché molto spesso le leggi italiane sono il recepimento di direttive europee. E’ opportuno inoltre il coinvolgimento dei cittadini per decidere le priorità negli interventi nell’ottica di una gestione.
Socialisti Italiani Uniti Espandi/comprimi post
A causa di disguidi tecnici, impegni per la campagna Elettorale, ecc…temo non vi siano arrivati i moduli in risposta al vostro sondaggio.
Noi siamo il PARTITO SOCIALISTA ITALIANO, dal 1893 abbiamo concretamente realizzato che i SERVIZI PRIMARI quali acqua, elettricità, gas, salute, istruzione … DEVONO essere pubblici e liberamente fruibili.
Il vostro sondaggio ha poco valore legale (la libertà di chi viene eletto è garantita Costituzionalmente) ma:
Posso garantirvi che, persino il nostro SEGRETARIO NAZIONALE afferma: “l’Acqua è un bene pubblico ed è necessario rendere le
bollette che entrano nelle Famiglie “leggibili”. Purtroppo siamo ridotti ai minimi termini e la privatizzazione (ovvero investimenti privati senza alcun rischio, che creano Monopoli e portano solo “guadagni garantiti” a discapito della comunità) sono all’ordine del giorno e nostro malgrado proseguono. Vi posso assicurare, al di là del vostro sondaggio, che se un nostro candidato volesse appoggiare la privatizzazione dell’acqua potrebbe farlo solo “Uscendo dal Partito”. Spero possiate tener conto che, nonostante i disguidi tecnici, esiste
una diversità tra una dichiarazione d’intenti e più di un secolo di coerente e concreta attuazione di quanto dite di perseguire.
Vi ringrazio per l’interessamento
Il Segretario Provinciale del Partito Socialista Italiano del VCO
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